AA
- Angolo Accademico
CMMC
ha
deciso di comunicare quanto alcuni "attori" del mondo
accademico stanno facendo a favore del settore dei Call Center.
Il primo invitato a questo "corner" è Carlo Galimberti,
Professore ordinario Università Cattolica del Sacro Cuore
di Milano, Docente di Psicologia Sociale e di Media e Processi
simbolici presso la facoltà di Lettere e Filosofia, Docente
di Psicologia Sociale della comunicazione presso la facoltà
di Psicologia.
1)
Prof. Galimberti, ci vuole descrivere brevemente le aree di formazione
in cui lei opera?
La mia attività formativa riguarda fondamentalmente due
aree: la comunicazione e l'utilizzo delle nuove tecnologie. Per
quanto riguarda il primo ambito, mi occupo principalmente di formazione
di quadri intermedi e superiori su tematiche che riguardano la
progettazione e la gestione dei processi di comunicazione nei
contesti organizzativi, il funzionamento dei gruppi di lavoro
e, infine, la com
unicazione
di contenuti che hanno a che fare con la sicurezza sul lavoro
(D.Lgs. 626). In rapporto alle nuove tecnologie applicate ai processi
di comunicazione, dedico particolare attenzione alle tematiche
dell'usabilità, del content management e dell'integrazione
di tali tecnologie con la dimensione organizzativa e con le pratiche
d'uso che caratterizzano i contesti in cui esse vengono implementate.
2) Quali sono i motivi per cui la Formazione Permanente dell'Università
Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha deciso di proporre gli
esami di certificazione ConCert® per Operatori di Call e Contact
Center?
Come
è noto, nel corso degli ultimi anni l'attività dei
Call e Contact Center è andata caratterizzandosi sempre
più nei termini di una comunicazione multicanale, assolvendo
egregiamente a funzioni di marketing one to one. Ciò ha
evidenziato la crescente centralità di tale attività
sia nella gestione del rapporto con l'utente/cliente, sia rispetto
alla costruzione di un brand adeguato a sostenere le sfide che
il mercato propone. La crescita di importanza strategica di Call
e Contact Center ha evidenziato l'importanza della preparazione
degli operatori che lavorano in
tali
strutture. Con l'esame di certificazione ConCert® si intende
appunto offrire agli operatori del settore e, indirettamente,
alle aziende
in cui lavorano, uno strumento per valutare la qualità
del loro lavoro in riferimento a criteri 'certificati', ossia
tarati sulle 'buone pratiche' correnti nel settore, in modo da
validare competenze e capacità acquisite da parte degli
operatori.
3)
Di recente l'Università Cattolica ha anche presentato dei
corsi di preparazione agli esami ConCert® Quali sono le differenze
sostanziali rispetto ad altre offerte multiclient di questa iniziativa
?
Questa scelta risponde all'esigenza
di 'sostenere' gli operatori nel percorso di preparazione alla
certificazione, aiutandoli però più che ad integrare
nozioni e ad aggiungere concetti al bagaglio conoscitivo posseduto,
aiutandoli dicevo a entrare in possesso di criteri utili a 'sistematizzare'
la propria esperienza, imparando ad apprendere da essa. Detto
in altri termini, si tratta di corsi finalizzati sia al completamento
delle nozioni indispensabili a 'passare l'esame', sia soprattutto
a stimolare chi vi partecipa a prendere consapevolezza del proprio
ruolo professionale e ad 'interrogare' la propria esperienza,
considerandola come prima fonte di apprendimento.
4)
Come potrà svilupparsi l'offerta formativa nel settore
dei Call Contact Center ? Per coprire quali esigenze e con quali
specificità?
A
mio parere sarà opportuno agire in una duplice direzione:
da un lato promuovere occasioni formative per i vari ruoli presenti
all'interno di Call e Contact Center, dall'altro creare occasioni
per riflettere - coniugando magari formazione e ricerca - sulle
caratteristiche dei processi organizzativi attraverso i quali
si esprime l'attività di Call e Contact Center.