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Cos'è
l'e-procurement?
La situazione attuale worldwide del commercio elettronico può essere sintetizzata
dalle seguenti considerazioni.
Sul totale delle transazioni effettuate via Internet, il 30% è legato
a vendite di beni o servizi business to consumer, mentre il 70% è dovuto
al business to business.
Si sta però sviluppando anche il modello consumer to consumer, con lo sviluppo
di siti dedicati alle aste tra privati, come eBay e QXL.
La fase attualmente in corso è caratterizzata dagli investimenti: tecnologici,
infrastrutturali e di business.
Le imprese che stanno investendo sull’e-commerce ritengono che i primi profitti
derivanti dall’investimento potranno essere registrati: - l’anno
stesso, per il 31% delle aziende; - entro 1 anno, per il 19%; - entro
2 anni, per il 13%; - entro 3 anni, per il 4%; - entro 4 anni, per il
3%;
- da notare che ben il 30% afferma di non conoscere con esattezza il tempo
di pay-back dell’investimento.
La maggior parte delle aziende acquista soluzioni per l’e-commerce costruite ad
hoc, mentre le soluzioni pacchettizzate sono scelte da una minoranza (tale situazione
potrebbe però ribaltarsi nel prossimo futuro).
Il 61% sul totale dei siti di e-commerce business to business sono gestiti in
house dalle aziende, mentre il restante 39% è gestito tramite hosting. La situazione
specifica europea si differenzia leggermente, con il 56% di siti gestiti internamente
contro il 44% di siti affidati a provider esterni. L’e-procurement
Il procurement è l’attività di acquisto da parte degli addetti di un’azienda
di beni non legati al ciclo produttivo dell’azienda stessa (che vengono trattati
dall'Ufficio Approvigionamenti), una sorta di commercio "business to employee".
Tradizionalmente questa attività viene gestita telefonicamente, per fax, email
o Edi. Un approccio innovativo è quello dell’e-procurement: in settori
ad alta concentrazione di buyer ed elevata frammentazione dei seller i vantaggi
in termini di tempo e costo per la valutaizone di un’offerta molto ampia possono
essere significativi. Si tratta essenzialmente di integrare il catalogo
di una serie di fornitori selezionati nell’intranet aziendale, in modo tale che
gli addetti possano effettuare direttamente da questa i loro ordini e che l’intero
processo possa svolgersi sotto il controllo costante del sistema ERP dell’impresa.
E’ quindi garantita la rispondenza degli acquisti con le politiche di procurement
dell’azienda. In tal modo è possibile migliorare l’efficienza e la rapidità
del processo di procurement e mantenere centralizzate le funzioni di controllo
e di audit. Negli USA l’e-procurement risulta adottato dal 25% delle imprese,
e si stima che nel 2001 tale percentuale arriverà al 40%. Le barriere principali
all’adozione di sistemi di questo tipo sono le difficoltà di integrazione con
i sistemi informativi esistenti e con i processi di back office, l’attuale mancanza
di uno standard software per questo tipo di acquisto, i dubbi sulla sicurezza
degli acquisti in rete. Una delle prime esperienze
europee in tal senso è stata quella della Union Bank of Norway, che dichiara un
break even previsto di circa un anno e che ha acquisito il software Clarus.
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