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ACQUISTARE
SERVIZI DI CALL CENTER
Come costruire le linee guida per la scelta
dell’outsourcing
Martedì 28 marzo 2006 Centro Congressi Le Stelline
Corso Magenta 61 - Milano
Incontro tra
Outsourcer e Buyers, organizzata da CMMC (Customer Management Multimedia
Callcenter) e
ADACI Associazione
Italiana di Management degli Approvvigionamenti Sezione Lombardia
Liguria, Gruppi Analisi Mercato.
Premesse
L’attività dei Call Center sembra
simile ad una commodity.
Nella progettazione del servizio da erogare il mandato di recupero
dei margini e la conseguente
costante
pressione sui costi ha portato ad identificare la prestazione con
il suo prezzo, e l’outsourcing come mezzo per la sua riduzione.
La mera attenzione ai costi si è in alcuni casi direttamente
riflessa sulla qualità percepita dall’utilizzatore
finale. Le azioni di recupero della qualità e dell’attenzione
al cliente sono oggi difficilmente quantificabili agli occhi delle
aziende committenti.
In questo contesto critico nei confronti del servizio offerto dai
Call Center è necessario porsi obiettivi mirati a far crescere
la cultura delle imprese e degli enti rispetto alla relazione con
il cliente, il consumatore e il cittadino/utente al fine di dimostrare
una concreta attenzione nei confronti dei servizi realizzati attraverso
i Call Center. L'iniziativa ha l'ambizione di proporre un modello
di incontro professionale Buyers-Suppliers finalizzato alla ricerca
di linee guida condivise, per questo settore in rapida evoluzione,
nel quale l’esperienza degli Approvvigionatori è ancora
giovane.
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Giuliano
Marcenaro, Mario Massone e Antonio Loffredo (da
sinistra a destra) |
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coffee
break |
Tavola rotonda
"Come
costruire linee guida per gli acquisti dei servizi di Call Center"

I partecipanti del dibattito
e alcuni spunti della discussione
"...Partirei
dalla definizione degli standard qualitativi, che il committente
interno richiede, e su quella base è necessario poi
costruire un prezzo che
parta dai costi reali; perché molto spesso accade
che un fornitore tenda ad acquisire la commessa offrendo
un prezzo sicuramente attrattivo, che poi nel medio termine
si rivela invece un fallimento. Perché, partendo
dall’assioma che nessuna azienda lavora in perdita
per lungo tempo, un imprenditore può decidere di
fare un investimento con un prezzo basso, ma in una logica
di partner win win committente e fornitore, in qualche modo
devono guadagnare. Quello si riscontra nel settore è
che le condizioni che si sono create non sono più
in grado di garantire quelle economicità per una
sana crescita dei servizi di Call Center...".
Roberto Boggio, Country Manager Transcom WW.
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"..
Abbiamo un capitolato di dettaglio con delle specifiche molto
tecniche sia in termini di livello di servizio che qualitativi/quantitativi
e nel rispetto di questi livelli di servizio. La valutazione
sulla formazione - come formano gli outsourcer, che formatori
hanno, se sono esperti, le risorse, che esperienze hanno,
da quanti anni lavorano nel settore e in altri settori –
è seguita da un gruppo di la voro
interno, dove c’è una partecipazione anche degli
Acquisti, all’interno del quale stiamo definendo tutti
i parametri che vengono utilizzati nelle gare dalla metà
del prossimo anno in poi. Però questi sono criteri
di gruppo, che derivano anche ad una normativa americana che
noi, come azienda quotata in borsa, dobbiamo osservare. Sono
argomenti che trattiamo con molto interesse perché
proprio per noi l’outsourcing e il CRM è qualità,
è capacità di rispettare certi livelli di servizio,
sia in termini quantitativi, di gestione di numero di chiamate,
che in termini qualitativi, perciò dare al cliente
la risposta che si aspetta alla soluzione del problema..."
Raffaella Colombo, Responsabile Acquisti
Servizi, Direz. Supply Chain Management, Vodafone.
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"...Penso
che non sia opportuno trattare tale acquisto con un’asta
on line: c’è il serio rischio che un fornitore
con pochi scrupoli dica “intanto prendo il contratto
e poi si vede”. Nessuna garanzia di qualità,
perché se io devo far quadrare il mio conto economico,
da qualche parte l’utile lo devo pur prendere. E quindi,
se sono stato costretto a ridurre la prima, la seconda, la
terza volta il prezzo della mia offerta, sicuramente da qualche
parte dovrò risparmiare: cercherò di ridurre
i costi, soprattutto quello del personale, visto che in questi
servizi tale costo incide per il 65-70%. Se io devo sfruttare
tutte le leve del risparmio, sicuramente ne risentirà
anche la qualità del servizio che mi è stato
commissionato. Ovviamente, il cliente insoddisfatto può
risolvere il contratto, ma il danno nel frattempo provocato
al Committente è notevolissimo, perché interrompere
un servizio già avviato comporta la perdita degli investimenti
di start up effettuati, con la necessità di ricominciare
tutto daccapo...". Natale Davì,
Direttore Generale Alicos Spa, gruppo Almaviva.
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"..
Ciò che ha portato a questo stress sul valore economico
è collegato alla capacità da parte del committente
di capire e valutare in cosa consiste realmente il nostro
servizio. L’elemento qualità è molto importante,
ma descriverlo in termini chiari non è così
facile. Ci sono dei parametri e delle dimensioni che possono
già loro essere una caratteristica, ma l’elem ento
importante può essere costituito da una visita: la
tranquillità dell’ambiente, la modalità
organizzata di gestire l’ambiente, gli spazi, i movimento
all’interno degli operatori, il modo col quale gestiscono
le pause. C’è una serie di elementi
che garantisce quello che poi qualcuno traduce in qualità
del servizio. Questo significa essere capaci, nel momento
in cui arriva la telefonata di governarla, di gestirla con
tutto il rispetto che quel cliente si aspetta, magari esasperato
da mille altri problemi che lui ha. Questo significa anche
qualità, cioè riuscire a trasmettere agli operatori
il messaggio che poi la committente, vuole dare ai suoi clienti...".
Oreste Galasso, AD Selene Spa, gruppo ASM Brescia
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"...Ci
sono t utta
una serie di varianti rispetto ad una base principale che
andiamo a fornire alla PA. L’aspetto della qualità,
cui abbiamo fatto riferimento, è sicuramente centrale
nella valutazione tecnica delle nostre gare: va valutato il
fornitore, le sue referenze, la posizione nel mercato, che
cosa fa e cosa ha fatto; viene valutato un progetto preliminare,
cui si accennava prima, come viene portato avanti il servizio.
Nei servizi in outsourcing si stabiliscono dei livelli di
servizio, gli SLA, e correlate a questi ci sono delle penali
che possono essere applicate dalle PA. Vengono inoltre valutate
tutte le apparecchiature messe a disposizione, a dimostrazione
che la qualità del fornitore viene richiesta e valutata
molto concretamente. ..." Mario Laurenti,
Direzione Acquisti in Rete della PA, CONSIP
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"...La
funzione Acquisti è chiamata a soddisfare le esigenze
dell’azienda, non necessariamente le esigenze del
minor
prezzo...Il trasmetterci conoscenza ci consente di aggredire
il mercato con maggiore cognizione di causa e nello stesso
momento portare automaticamente ad escludere dalla nostra
selezione dei canditati alle aste on line i soggetti che
nemmeno sono stati invitati a formulare un’offerta.
Il problema degli Acquisti non è paradossalmente
quello del prezzo troppo alto, ma quello del prezzo troppo
basso. Del prezzo aldilà del quale non c’è
né contenuto, non c’è fiato lungo, non
c’è spalla a sorreggere il carico di lavoro.
Nel caso prezzo dove ci sta l’imbroglio, abbiamo buttato
via il denaro e quindi dobbiamo trovarci un altro fornitore..."
Antonio
A. de Cal, Presidente Sezione Lombardia/Liguria
ADACI
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Conclusione della riunione:
invito a formare un Gruppo di interesse per la stesura
delle linee guida
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