Lo standard R.100
Uniformare la terminologia per giungere ad una
metodologia "universale" di misurazione.
E'
stato illustrato lo standard R.100 Call Center Reporting. Elaborato
dall'ECTF (Enterprise Computer Telephony Forum), ha l'obiettivo
di uniformare la terminologia degli elementi presenti in un
call center, per arrivare ad una metodologia universale di misurazioni.
Fornitori di tecnologie ed operatori di telecomunicazioni dopo
lungo dibattito hanno definito un sistema per la misura del
livello di servizio, indicato come Universal Service Level (USL).
Si è cercato di chiarire di cosa si tratta e come può
essere utile.
Nazzareno
Gorni, Coordinamento Club
CmmC
Tavole
MS PowerPoint - 372 KB
Integrare e analizzare i dati
Dopo avere
definito quali sono le tipologie di informazioni che provengono
dai nuovi sistemi che gestiscono i contatti con il mercato,
si è visto come integrare i diversi dati relativi alle
interazioni con il cliente, provenienti dai vari canali del
Contact Center, per analizzare globalmente le attività, verificare
il livello di servizio offerto, personalizzare le offerte e
pianificare l'utilizzo delle risorse.
Giovanni
Valdes, e-CRM Solutions Consultant, Hyperion
Tavole
MS PowerPoint - 466 KB
Service Level Agreement: come definirli e impiegarli
in modo ottimale nei servizi di contact center
Come
impiegare dati e metodologie sopra trattati per definire un
Service Level Agreement (SLA) ottimale, ovvero in grado di valorizzare
i vari servizi forniti per impostare un proficuo rapporto di
partnership tra committente ed erogatore.
Hanno
partecipato alla tavola
rotonda:
-
Massimo Pallini, Avvocato e Ricercatore Università di
Milano
- GianMario
ReSartò, Consulente
Nel
seguito si propone una sintesi degli interventi
Premesse
Per
l'applicazione dei Service Level Agreement è basilare
scindere gli aspetti di misurazione in relazione a due classi
di parametri:
- quantitativi,
che permettono di misurare l'efficienza delle operazioni svolte
- qualitativi,
per analizzare l'efficacia delle varie attività nel rispondere
alle esigenze dei clienti/utenti.
Mentre
ad esempio è possibile contare il numero di chiamate
svolte (o il numero di operatori coinvolti) per risolvere ogni
singolo caso, meno facile è misurare parametri qualitativi
quale, ad esempio, il tasso di comprensione della domanda (e
quindi l'accuratezza della risposta) oppure il tasso di compilazione
della modulistica, da parte degli operatori.
Certificazione
di Qualità
L'impiego
dei parametri "qualitativi" può essere utile
quando si intenda assegnare una sorta di certificazione di qualità,
con i target qualitativi che si intende raggiungere. Nel caso
questi livelli non siano raggiunti sarà poi compito dell'ente
certificatore declassare la posizione dell'azienda. Questa
modalità, in uso in varie aree - da settori industriali
a gruppi professionali - negli Usa, possono essere una valida
soluzione per garantire i rapporti tra committente e outsourcer.
Carta
dei servizi
Un'altra
strada che si può percorrere è l'impiego di una
Carta dei Servizi come strumento di autoregolamentazione sugli
aspetti di qualità del servizio: il rischio di questa
strada è di portare ad un documento delle "buone
intenzioni disattese". Di fatto questo strumento, diffuso
nei settori della Pubblica Amministrazione, è il primo
nemico della regolamentazione contrattuale.
Contratto
e Partnership
In
sede contrattuale possono essere inclusi soltanto misure di
tipo quantitativo verificabili in modo inequivocabile. Nel caso
poi non siano previste, nel contratto, delle clausole penali,
anche a fronte di insoddisfazione sul servizio offerto, è
comunque difficile interrompere un rapporto tipo quello dei
servizi di call center.
Sono invece consigliabili clausole di tipo 'progressivo', che
prevedano una serie di penali, nel tempo, a fronte della violazione
di alcuni elementi contrattuali. Questo per evitare comunque
brusche interruzioni del rapporto, spesso dannose per entrambi
i contraenti.
Rimane
evidente, comunque, che un buon rapporto commerciale non sta
scritto nel contratto, che viceversa deve solamente curare gli
aspetti 'patologici' del rapporto. Per questo è bene
evitare di affrontare in modo troppo esteso e approfondito gli
aspetti delle clausole penali, evitando di porre eccessivi vincoli
allo svolgimento delle attività.
Una relazione di partnership tra erogatore e committente,
che preveda forme di condivisione delle risorse e di co-gestione
delle attività, rimane una delle soluzioni che, laddove
percorribile, può ragionevolmente garantire il raggiungimento
degli obiettivi prefissati.