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Marketing globale 
Il
15 maggio 2001 si è svolto a Milano un interessante incontro dedicato al
tema del "marketing globale", ovvero di come la rete Interent sta influenzando
le strategie e gli scenari del mercato. Nel seguito, alcuni spunti
tratti dagli interventi del convegno.
Secondo Don Tapscott, "cyber-guru" e Chairman
di Digital 4Sight, uno dei motivi che hanno causato grossi
problemi alle "dot com" dopo l'euforia iniziale è
stato il fatto che tali società, non avendo una cultura
"tradizionale" alle spalle, non sono riuscite a costruire
un modello di business in cui si crea direttamente valore per
il cliente, ma lo hanno fatto in modo indiretto, soprattutto
attraverso l'advertising, senza veri e robusti piani di redditività.
Ciò che occorre invece capire
oggi, superata tale fase "pionieristica", è che
Internet non è solo e non tanto il "creare un sito web", quanto
una trasformazione del modello aziendale che deve avere lo scopo finale di creare
valore in ottica one-to-one con il cliente.
| Fino
a pochi anni fa, il capitale di un'azienda era costituito
dalle persone, dalla conoscenza e dagli assets: oggi il
vero capitale è la gestione delle relazioni.
Si creano connessioni e relazioni tra le persone, si condividono
conoscenze, si creano legami tra le aziende, in un'ottica
di "comunità", costruendo quindi valore
mediante rapporti bilaterali e interattivi tra le diverse
parti. |
La
rete cresce in funzionalità e banda e i bambini di oggi, che crescono in
un mondo già "on-line", saranno tra pochi anni persone diverse
da quelli che sono gli adulti attuali, e questo deve essere tenuto in considerazione
nel riformulare le regole di marketing. Il "web business",
per cui tali regole andranno definite, è il nuovo spazio in cui le aziende
si trovano ad operare, caratterizzato da risorse disponibili in abbondanza (banda)
e da un approccio totalmente customer-driven.Le
persone infatti, sempre di più, desiderano e chiedono alle aziende possibilità
di scelta e personalizzazione, oltre al sempre più diffuso concetto di
"try and buy". Per i motivi esposti, dunque, il marketing deve rinnovarsi
e rendersi aderente al nuovo contesto. Le
tradizionali leve, dunque, si trasformano:
il "prodotto"
si evolve in "esperienza" dell'utente e nel suo
rapporto di relazione con un'azienda;
il "posto" perde di significato nel marketplace
in rete;
il "prezzo"
deve essere determinato mediante nuovi meccanismi, al limite
individuali;
la "promozione"
diventa comunicazione, i clienti sono parte integrante del
web business. |
In
quest'ottica relazionale, un brand forte ha il ruolo di "colla"
tra le parti in gioco.
Nel corso del convegno, Marco Tronchetti Provera ha evidenziato
come un'azienda "tradizionale" quale Pirelli si pone
riguardo alle tematiche sopra esposte.
Lo sforzo fatto, sin dai primi anni 90, dall'azienda, per restare
competitiva in un mercato in fase di globalizzazione ha sempre
avuto come obiettivo finale la condivisione e la trasparenza
delle informazioni, al centro delle strategie in quanto modalità
necessaria per il governo ed il controllo.
Il futuro delle aziende non sarà infatti di tipo gerarchico,
ma ogni individuo dovrà avere la possibilità e gli
strumenti informativi e di conoscenza per valorizzare se stesso
ed il proprio lavoro e creare, in questo modo, maggior valore
all'impresa.
La rete sarà il mezzo che renderà questo possibile:
la cosa fondamentale è che ciò avvenga in modo semplice,
anche se la "flessibilità mentale" sarà
sempre più necessaria, non solo nel personale dell'azienda
ma anche dei partner, dei fornitori e dei clienti/distributori,
con cui la rete costituirà (e già costituisce per
Pirelli in oltre la metà dei casi) l'interfaccia.
| L'azienda
diventa un "assemblatore di idee e di conoscenze", mentre le attività
tradizionali saranno sempre più terzializzate. |
Le possibilità di sviluppo nel "web business"
sono significative, sia per gli "incumbent" sia per
nuovi entranti: sarà però importante che il
"sistema Italia" nel suo complesso appoggi tale sviluppo.
Una presa di posizione in tal senso da parte delle istituzioni
è fondamentale anche per consentire alle aziende private
di operare in modo adeguato e competitivo: in ultima analisi,
la banda che effettivamente arriverà nelle case di tutti
gli utenti sarà fortemente legata a decisioni prese a
tali livelli.
Oggi, in Italia, esistono dei gap culturali ed infrastrutturali
che devono rapidamente essere colmati: l'impatto vero della
rete nella vita di ogni giorno si avrà quando Internet
non sarà più una "cosa da PC" o da telefono
mobile, ma costituirà il substrato su cui poggeranno
la maggioranza degli oggetti con cui quotidianamente interagiamo.
E questo richiederà un salto, oltre che tecnologico,
anche culturale e tale percorso di trasformazione non può
essere fatto, come di consueto in Italia, "all'ultimo minuto"
ma deve essere affrontato in modo graduale.
Il contesto regolatorio deve quindi
essere aperto e competitivo per creare le infrastrutture, il
mondo della formazione deve evolvere dal rapporto "docente-studente"
ad una relazione costruttiva che permetta di creare conoscenza
da entrambe le parti.
Occorre, infine, informare tutti delle possibilità che
la rete Internet mette a disposizione e del modo in cui il mercato
evolve.

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