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Dall’Assemblea
Nazionale ASSOCONTACT
Roma,
25 Maggio 2006
L’assemblea
Nazionale di ASSOCONTACT, tenutasi a Roma nella suggestiva Villa Giovanelli,
si apre con un interrogativo: perché,
nell’immaginario collettivo, il Call Center è sinonimo
di precarietà?
L’apertura del dibattito spettata a Roberto Boggio
di Transcom WW, che presiede la commissione lavoro dentro l’associazione,
descrive uno scenario in cui tale percezione di atipicità del
lavoro convive in un mercato in cui esso stesso risulta essere atipico.
Atipico per le dinamiche che lo caratterizzano,
come la forte crescita registrata negli ultimi anni, in controtendenza
rispetto ad altri mercati, ma soprattutto per la particolarità
del rapporto in outsourcing con diversi committenti esterni. In tale
contesto il rapporto con soggetti committenti ha fatto si che l’attribuzione
di una commessa a un Call Center, piuttosto che a un altro, facesse
leva sul prezzo più basso, creando quindi pressioni sui costi,
che alle volte hanno causato una gestione incontrollata dei contratti
di lavoro. Non solo, a questo fenomeno si aggiungono anomalie
interne legate alla convivenza di più contratti in un Call
Center, fra gli oltre 60.000 occupati in totale, di cui ¼ lavorano
a tempo indeterminato.
Come osserva Boggio, è forse arrivato il momento in cui serve
ragionare su un contratto nazionale per il comparto, che mantenga
le caratteristiche di flessibilità che la legge 30 ha dato,
ma che allo stesso tempo possa costituire da variabile rigida nella
costruzione dei bandi di gara dei committenti. Posizione questa condivisa
e ribadita anche da Pino Cova, Amministratore delegato
di E-Work, agenzia di lavoro, intervenuto successivamente nel dibattito.
A
tale descrizione è seguito l’intervento del Segretario
Nazionale del NIDIL CGIL, Emilio Viafora, che non
ha mancato di sottolineare quanto già espresso da ASSOCONTACT,
ribadendo con più forza quanto sia stata soprattutto la mancanza
di una regolamentazione sulle gare a causare le problematiche che
registriamo oggi, di cui anche la PA ne è stata fautrice.
Ciò che è paradossale in questo mercato, sottolinea
Viafora, è che pratiche di Call Center
in cui si adottano regimi contrattuali di garanzie e attenzione
verso le persone, addirittura sono esse stesse che tagliano fuori
dalla competizione. Prendendo atto però, che esiste
oggi un unico interlocutore (ASSOCONTACT), con il quale è
possibile iniziare una contrattazione collettiva, egli suggeriva
di cominciare a considerare elementi quali: quote di flessibilità
e procedure di costruzione di un contratto che, a garanzia di un
ingresso graduale nel mercato, potrebbe essere un allegato ad un
contratto nazionale di riferimento, già esistente.

Il
punto di vista del Prof. Tito Boeri (Università
Bocconi di Milano) invece, si è allargato verso la presa
di coscienza di problemi che riguardano tutto il mercato del lavoro,
l’instabilità e l’alto tasso di povertà
che incalza, la complessità e le lungaggini delle procedure
di contrattazione e la legislazione futura in tema di lavoro, che
dovrà imbattersi in una miriade di situazioni che ormai vanno
rivisitate perché obsolete. Fa riflettere un dato fornito
dallo stesso Boeri sulla pensione di un lavoratore a progetto che,
solo dopo 40 anni di contributi arriverebbe a percepire appena 5
mila euro l’anno, ben al di sotto della media odierna. Occorrerebbe
secondo lui una totale riconversione dei contratti, alleggerendo
i contributi che il datore di lavoro dovrà rendere in uscita
e dare la possibilità a tutti di poter entrare nel mercato
del lavoro a tempo indeterminato, con margini di flessibilità
più alti. Allungando il periodo di prova magari a 6 mesi,
e portando a 3 anni la fase di inserimento, di modo da creare simbiosi
col datore di lavoro che investe in formazione e ha tempo per valutare
l’effettiva crescita del dipendente. Diverso invece
il suggerimento sulla formula del contratto a tempo determinato,
in cui l’aumentare ad esempio dei contributi assicurativi,
potrebbe essere assunto come strumento motivazionale della persona.
La
percezione del sottosegretario al Ministero del Lavoro la Dr.ssa
Franca Donaggio - intervenuta al posto del neo
ministro l’On Cesare Damiano - ha lasciato intendere chiaramente
quanto sia oggi importante giungere a risultati che non vadano a
complicare ulteriormente lo stato del mercato del lavoro in Italia.
Gli oltre 400 contratti nazionali stipulati
durante il corso degli anni, necessitano quindi di una semplificazione
che va fatta a partire da un’attenta analisi e differenziazione
dei servizi e di un’attribuzione chiara di contratti ad essi
correlati. L’anomalia del rapporto fra committente ed erogatore
del servizio, criticata nelle forme in cui si attribuiscono interi
processi in outsourcing verso l’esterno, generano complessità
nella individuazione dell’appartenenza a un certo comparto.
Si aggiunge a questo fenomeno il fatto che esistono realtà,
come quelle bancarie e assicurative, in cui vengono impiegati contratti
di settore per cui il lavoratore si trova a dover svolgere le stesse
mansioni che potrebbero essere svolte da altri operatori in outsourcing,
ma con regimi contrattuali differenti. Certo è che partire
da una riflessione sulla formula del lavoro subordinato o parasubordinato,
può, secondo Donaggio, chiarire la condizione del rapporto
di lavoro fra il committente, l’outsourcer e i propri dipendenti.
Bisognerebbe quindi introdurre norme che siano finalizzate ad una
rivisitazione della legge Biagi e volte a smascherare il lavoro
autonomo nei Call Center (contratti a progetto), rendendo ad esso
la giusta natura di lavoro dipendente. La gradualità di inserimento
di nuove forme contrattuali, va però garantita da un sistema
di ammortizzatori sociali, volti alla riduzione dei conflitti che
potrebbero generarsi.

I
lavori dell’assemblea sono proseguiti con la discussione sul
tema del trattamento dei dati personali dopo il Decreto Milleproroghe,
che ha visto intervenire al dibattito il Cons. Giovanni
Buttarelli, Segretario Generale del Garante per la protezione
dei dati personali, l’Avv. Marco Maglio, presidente del Giurì
per l’autodisciplina e Ambrogio Pozzi, Vicepresidente di ASSOCONTACT.
Fra le priorità del primo semestre di quest’anno, Buttarelli
ha reso noto agli ospiti che si procederà all’approvazione
del provvedimento riguardante la semplificazione dell’informativa
sulla privacy per le attività Inbound, che ha specificato
riguarderà soprattutto i nuovi clienti. A giugno inizieranno
le prime consultazioni, ma ciò che il consigliere ha più
volte sottolineato è il fatto che è vero che in Italia
esiste un elevato livello di garanzie in materia di dati personali,
rispetto agli altri paesi, ma che il futuro dei lavori sulla materia
avrà come finalità la semplificazione dei livelli
di garanzia e si concentrerà sulle dinamiche di rapporto
fra committente ed erogatore (sicurezza, tracciamento, verificabilità,
ecc.). In quest’ottica Buttarelli ha più volte invitato
la platea a riflettere sulle opportunità di business correlate
ai dati, sottolineando l’importanza di nominare nei call center
un privacy officer, ovvero una persona responsabile in materia e
che controlli il corretto utilizzo dei dati dal front end al back
end. L’Avv. Marco Maglio intervenendo a proposito
di semplificazione dell’informativa, non ha esitato a dire
che tale è un’occasione da non perdere per tutti gli
operatori.
Concludiamo con una domanda sottoposta ai due invitati da Ambrogio
Pozzi (che la dice lunga su quanto anche in questo ambito
esistono ancora lacune e forti perplessità):
Si può chiedere il consenso al trattamento dei dati
personali per telefono?
Sebbene le risposte sono state convergenti sul fatto che è
l’operatore a dover certificare l’avvenuto consenso,
divergono invece sul fatto che lo stesso si può ottenere
telefonicamente. Le risposte infatti sono state, da una parte sì
e dall’altra no, con una esplicita sottolineatura per cui,
non si può fare una campagna e-mail o telefonica per chiedere
esclusivamente un consenso.
Nuova Giunta Assocontact
A conclusione dell'Assemblea Nazionale
Assocontact tenutasi a Roma il 25 maggio, é stato eletta
la nuova Giunta così composta:
- Umberto Costamagna (Presidente)
- Ambrogio Pozzi (Vice Presidente)
Consiglieri:
- Roberto Boggio (Responsabile Commissione lavoro)
- Marco Tripi (Commissione lavoro)
- Albino Della Camera (Commissione lavoro)
- Piero Civita (Responsabile Commissione UNI)
- Alberto Zunino (Responsabile Commissione privacy)
- Maurizio Macaluso (Responsabile Marketing associativo)
- Marco Durante (Responsabile rapporto con gli associati)
- Vincenzo Magri (Tesoriere)
- Leonardo Abruzzese
- Giovanni Micieli
Invitati permanenti di Giunta
- Roberto Rampini
- Giampaolo Gualla (Consulente Commissione lavoro)
Leggere comunicato
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Sabino
Sgaramella

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