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Dal
Call Center al Contact Center Ridisegnare
il front office aziendale
Il
Sole 24Ore, in collaborazione con il Gruppo Cos, ha organizzato mercoledì
3 Ottobre 2001 a Milano un convegno su questi temi. Riportiamo nel seguito
alcuni spunti collegati alle presentazioni che si sono succedute nel corso dell'intensa
giornata e, a fondo pagina, le relazioni originali scaricabili on-line.
| Con
l'intervento introduttivo di Mario Massone, Amministratore di Markab, sono
state ricordate le principali strategie che stanno alla base dello sviluppo del
Crm, e sono anche stati forniti suggerimenti operativi, quali: |
| conoscere
sempre i comportamenti dei clienti -
vedere
il front-office come driver di innovazione -
cercare
ogni opportunità per integrare i canali -
seguire
i diversi trend tecnologici del contact center -
usare
metodi e strumenti di classificazione (canali) e analisi (workflow) -
coinvolgere
strategicamente loutsourcing - cercare
best practice e casi specifici
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Nella successiva
discussione sull'effettiva applicazione delle tecnologie di web call center, in
particolare sulla funzionalità di co-browsing, si è evidenziato
come la possibilità di usufruirne internamente alla struttura del contact
center in intranet può già oggi portare un valore aggiunto.
Donatella Sanzone, Market Development di Cisco, ha inoltre evidenziato
come la propria soluzione permette il "browse with me" che consente
a due visitatori sul web (es. due amici che risiedono in posti diversi) di navigare
insieme sulle stesse pagine, attraverso un co-browsing a due.
La
presentazione dell'Avvocato Daniela Redolfi ha affrontato la delicata questione
della privacy, dell'informativa e della richiesta del consenso al trattamento
dei dati. Intanto è stato rilevato l'obbligo dell'informativa e della
richiesta del consenso anche per finalità relative al Crm. L'informativa
deve evidenziare sempre gli scopi per cui si raccolgono i dati personali.
Sono esempi di informative non efficaci quelli in cui si impiegano toni burocratici
e con taglio legale. Nel caso in cui i dati siano indispensabili per lo svolgimento
di una determinata attività non è necessario il consenso, ma l'informativa
è comunque necessaria. Se le informazioni provengono dalla navigazione
via web i requisiti minimi per la raccolta dei dati on-line richiedono l'obbligo
dell'informativa, ovvero si devono comunicare gli obiettivi per cui essi vengono
impiegati, attraverso messaggi posti su home page, quando si fa ricorso a cookie
e si accede ad un altro sito. Sarebbe interessante che i call center disponessero
di una profilazione impostata anche in base al consenso ricevuto dai clienti.
Una recente proposta di direttiva UE riguarda la raccolta di dati collegato alle
tecniche di localizzazione tramite reti radio Gsm. In tal caso si prevede l'obbligo
sia dell'informativa sia del consenso. Il DL 171/98 sul tema della privacy
e delle telecomunicazioni riporta che nel caso di telefonate e/o fax inviati automaticamente
per attività di telemarketing è necessario il consenso, salvo che
i dati del chiamato provengano da registri ed elenchi pubblici e se tali iniziative
sono indispensabili per lo svolgimento di un'attività economica. Il DL
185/99 riguarda le regole a tutela dei consumatori e riporta l'obbligo del consenso.
Per quanto attiene alla comunicazione mediante posta elettronica, una proposta
di Direttiva comunitaria prevede che vengano creati registri per persone fisiche
e giuridiche che richiedano espressamente di non accettare di essere raggiunti
da tale tipo di comunicazione (principio dell'opt-out cioè attivazione
dell'interessato). A proposito dello spamming, si definisce con questo termine
l'invio di comunicazioni ove l'identità del mittente è celata.
Infine un punto molto discusso è quello dell'effettiva verifica che l'utente
abbia superato la maggiore età, al fine di rendere valido un contratto.
Sebbene vi siano diverse modalità di controllo, difficilmente si ottiene
la certezza. | | Help
Phone, società 80% DB e 20% dalla Banca di Cividale, è dotata di
circa 170 operatori e gestisce circa 250mila chiamate al mese. Francesco Caccamo
ha ricordato come la strada da percorrere è ancora lunga. Sul fronte dello
sviluppo dell'attività nell'ambito dei clienti nel settore finanziario,
da una ricerca KPMG risulta che i clienti "dormienti" sono circa il
60%, mentre l'offerta si focalizza sugli utenti di tipo "day trader",
"tranquilli" e "sconcertati". L'attività del call center
viene monitorata costantemente, con report mensili sul rispetto degli SLA e con
indagini qualitative sulla customer satisfaction periodiche. |  |
Sull'impiego
dei nuovi canali web call center, sono stati attivati il call me back (ma solo
in certe aree del sito) e l'e-mail. Sulla gestione delle e-mail ha precisato che
il sistema elabora una possibile risposta in base alle Faq e alle risposte fornite
nel tempo dal secondo livello (committente del servizio), quindi il messaggio
viene verificato e validato da un operatore. Il canale chat è invece
attivato solo su specifici segmenti di clientela. Le funzionalità di
cobrowsing e web collaboration sono tuttora in fase di valutazione. Infine,
il personale impiegato nel call center è per il 48% laureato e per il 28%
laureando (citate le collaborazioni con le Università di Venezia, Trento
e Udine). Vi sono anche operatori multilingue (ad es. anche cinese e russo)
e le prestazioni di ogni singolo operatore vengono valutate periodicamente.
La
testimonianza del call center di INPS è stata portata da Vittorio Crecco,
Direttore Centrale. A fronte di una consistente riduzione dei dipendenti negli
ultimi anni, i servizi erogati dal call center sono divenuti via via sempre più
complessi e richiesti. Il call center attualmente è composto da 127 postazioni
(con operatori multilingua) e si prevede una crescita in due anni a 1.200. La
tipologia di clientela è spesso difficile (pensionati, pensionandi e disoccupati)
e a questo si aggiunge una effettiva difficoltà nel calcolo delle pensioni,
dovuta al rincorrersi di leggi, modifiche, circolari ed eccezioni. Nel 1996
è stato attivato un servizio automatico in quattro regioni che permette
l'invio di duplicati e l'instradamento della chiamata verso l'ufficio competente.
Un primo risultato espresso è che gli automatismi raramente sono sufficienti,
poichè chi chiama vuole comunque avere un contatto con un operatore.
Da una ricerca
effettuata presso gli sportelli fisici è risultato che il 60% delle richieste
poteva essere evasa attraverso un numero verde, dando ulteriore stimolo allo sviluppo
delle attività di call center, erogate attraverso l'outsourcer Gruppo Cos.
Vittorio Crecco ha ricordato che oggi le PA sono 'obbligate', tra l'altro, ad
utilizzare la strada dell'outsourcing (sebbene tutt'ora ostacolata dai sindacati
interni) se questo comporta un livello di spesa inferiore alla soluzione in-house.
E' stato citato
inoltre un servizio innovativo per permettere ai disabili (in particolare i non
vedenti) di navigare attraverso i servizi su Web con l'aiuto di un operatore.
L'escalation
ha rappresentato inizialmente un problema. La procedura prevedeva che una chiamata
inoltrata in escalation al terzo livello, una volta risolta (entro il termine
di 4 giorni), dovesse essere corredata dalla compilazione di una scheda con i
dettagli della soluzione, in modo da incrementare la conoscenza (Faq) al primo
livello. Questo inizialmente non era fatto, o era fatto in modo erroneo (informazione
mancante, cliente non contattato...). |
L'intervento
di chiusura è stato effettuato da Giancarlo Gerosa, VicePresidente
del Gruppo COS (alla data impiega 2369 addetti), che ha ripreso alcuni degli argomenti
trattati nella giornata. In particolare ha richiamato la grande sfida che si presenta
ai call center nel saper utilizzare al meglio le nuove techiche per cambiare il
modo di comunicare "ad personam". Per le comunicazioni brevi la voce
è il canale preferito, ma per quelle complesse è necesssario ricorrere
alla trasmissione di molti dati, di immagini, integrando poi i vari mezzi.
Ha ricordato
come il Crm è una scelta strategica e
non semplicemente l'impiego di una nuova soluzione informatica: quindi è
un lavoro da professionisti. Cos indirizza un messaggio al mercato dei call center
in house: "avete mai il desiderio di più supporto per le vostre attività
di call center, ad esempio per servizi di trabocco del traffico gestito o per
garantirvi il disaster recovery?". Gerosa ha concluso riflettendo sull'importanza
delle nuove soluzioni tecnologiche che supporteranno lo sviluppo dei call center
domani. Ad esempio i sistemi antropometrici, "come la registrazione delle
impronte, magari non associate alla persona, ma tali da garantirci che l'interlocutore
è o non è un bambino". |