Gestione
strategica delle risorse umane
"La
Gestione strategica delle risorse umane nei Contact Center",
questo il titolo dell'incontro promosso da Adecco il 27 giugno
a Milano.
Dopo una introduzione a cura di Marianna Moser - Responsabile
Risorse Umane di Acroservizi - che ha presentato alcuni aspetti
dei criteri di selezione, valutazione formazione adottati all'interno
dei loro call center, le relazioni hanno portato esperienze dirette,
ad esempio riguardanti le attività dei Team Leader ed il
loro impiego in veste di formatori nei Call Center, nonchè
i loro
sistemi di valutazione interna.
Questi alcuni appunti derivanti dall'incontro.
In particolare si richiama l'attenzione sull'intervento del Prof.
Romei, docente di Diritto del Lavoro dell'Università degli
Studi di Firenze, che ha passato in rassegna le diverse tipologie
contrattuali alla luce della recente riforma sul lavoro "legge
Biagi".
Prof. Roberto ROMEI - Università degli Studi di Firenze
Al momento, il Decreto
consente solo una valutazione di massima, in quanto necessita
di chiarimenti e precisazioni che saranno realizzati presumibilmente
entro settembre - ottobre 2003 con l'emanazione delle circolari
attuative.
Alcuni aspetti resteranno comunque delle “incognite”
in quanto rimandati alla contrattazione collettiva nazionale (es.
la determinazione dell’indennità da versare al lavoratore
nel caso del “lavoro a chiamata”).
Anche grazie
alle osservazioni condivise con il Dr. Pierluigi Paolillo, si
esaminano nel seguito gli aspetti contrattuali sui quali interviene
il Decreto:
1.
Riforma del Part-time
il Decreto interviene sulle “rigidità” del
contratto di lavoro con particolare:
a) Viene eliminato eliminando il “diritto
di ripensamento del lavoratore” (che gli consentiva di ottenere
il ripristino della situazione iniziale) nel caso di modifica
dell’orario di lavoro fissato al momento dell’assunzione
b) È valorizzata la dimensione individuale
del rapporto di lavoro rispetto al dettato dei CCNL (decide unicamente
il lavoratore se aderire alla nuova proposta del datore di lavoro).
2.
Riforma del Lavoro Interinale
Sparisce la nozione di lavoro interinale intesa dalla
Legge Treu.
Viene sostituita da:
a) La “somministrazione di lavoro a tempo
determinato”: corrisponde a quello che è attualmente
il rapporto di lavoro interinale, ma ampliando notevolmente le
motivazioni che ne consentono di usufruire. Di fatto, il lavoro
interinale viene parificato al Contratto di Lavoro a Termine.
b) La “somministrazione a tempo indeterminato”:
corrisponde al cosiddetto Staff Leasing; è ammessa unicamente
“a fronte di particolari ragioni di carattere tecnico, produttivo
e organizzativo” (comma 3, art. 20) di cui la “gestione
di Call Center” (comma 3, lettera j).
c) Questo tipo di rapporto di lavoro (sia a tempo determinato
che indeterminato) prevede che durante il periodo della “somministrazione”
(prima si parlava di “missione”) il lavoratore svolga
la propria attività “sotto la direzione ed il controllo”
dell’azienda utilizzatrice (comma 2).
3. Appalto di Servizi (art. 29)
Si distingue, in particolare, dalla “somministrazione
di lavoro” per l’ “esercizio pieno da parte
dell’appaltatore del potere organizzativo e direttivo nei
confronti dei lavoratori e del possesso della professionalità
sua o dei suoi collaboratori della professionalità specifica
corrispondente al servizio in contratto”.
Secondo
il Prof. Romei, gli outsourcer non potrebbero ricorrere al contratto
di lavoro di tipo “somministrazione” in quanto rivestono
le caratteristiche stabilite dall’articolo 29
4.
Tipologie contrattuali a Progetto e Occasionali
È la riforma dei cosiddetti Co.Co.Co che presenta,
però, per il Prof. Romei due punti di incertezza:
a) una chiara definizione di cosa il legislatore intenda
per “progetto”.
b) una precisazione della possibilità di poter
rinnovare il contratto, dato che, per definizione, questo è
collegato ad un preciso progetto.
A
parere del Prof. Romei, parlando di Call Center, non è
concesso considerare “progetto” una commessa; ovvero
la vendita delle summer card di Vodafone non può essere
considerato lavoro a progetto, mentre potrebbe essere considerato
a progetto la campagna di un pacchetto di vendita effettuato ad
esempio da una banca.
In definita il lavoro a progetto avrò
carattere autonomo e sarà legato ad un progetto, se il
lavoro non verrà legato al progetto, il lavoro dovrà
essere considerato subordinato.
Il lavoro a progetto non può essere appaltato.
Il contratto a progetto non sarà controllato da alcun organo
competente, ogni singola società che decide di applicarlo
sarà la diretta responsabile.
5. Lavoro Intermittente (cosiddetto “a chiamata” o
Job on Call)
È molto diffuso in alcuni paesi stranieri quali,
per esempio l’Olanda.
La società che applicherà questo tipo di contratto
dovrà versare un’indennità che potrà
essere annua e stabilita da un organo competente, per ora non
ancora individuato.
La
sua diffusione dipenderà dall’ammontare della “congrua”
retribuzione da riconoscere al lavoratore - in riconoscimento
della sua disponibilità - che il Decreto delega alla Contrattazione
Collettiva.
Per
il Prof. Romei questo tipo di contratto potrebbe essere interessante
per la copertura dei picchi di assenteismo o produttivi.
Nel settore dei Call Center si pone però il problema dell’aggiornamento
professionale di questi lavoratori, chiamati ad una immediata
efficienza operativa.
6.
Lavoro Ripartito (Job-Sharing)
Il
Prof. Romei non parlato di questo tipo di contratto (disciplinato
dagli artt. 41 e 42) che è interessante per le aziende
del comparto, in quanto, “scarica” quasi interamente
sul lavoratore l’impegno a ricoprire il turno di lavoro
lasciato scoperto dal collega.
Altri
interventi dell'incontro organizzato da Adecco
- Alessandra Cova, Banca Popolare di Milano.
La
B.P.M. offre servizi inbound e outbound, di tipo informativo,
saldo del c/c, movimenti, descrizione dei costi, trading, acquisizione
e supporto clienti e filiali.
Gli operatori devono essere multiskill, ovvero devono gestire
il cliente in toto.
Se l’operatore non è motivato si ha un calo nel servizio,
e questo è stato riscontrato ascoltando le telefonate degli
operatori che si trovano in difficoltà.
Lo strumento di motivazione può consistere in un aumento
di stipendio o in una promozione.
E' anche importante la relazione con il personale, che permette
di condividere lo spirito e i valori, da trasmettere con un processo
di comunicazione che non deve essere necessariamente dall’altro
verso il basso, ma anche viceversa.
Talvolta gli operatori presentano una sindrome da cuffia, infatti
l’immagine esterna che si ha individua l’operatore
di call center come un "centralinista".
Per fare in modo che non si sentano centralinisti, si cerca di
creare motivazione attraverso un processo di comunicazione e di
formazione. Ad esempio il team leader è responsabile del
suo gruppo, all’interno del quale deve favorire la comunicazione
e la formazione.
L’operatore che proviene dalla società di lavoro
interinale inizia a gestire le campagne di vendita e dopo cinque
mesi deve essere in grado di occuparsi anche dell’outbound,
mentre solo dopo un paio di anni potrà essere assunto,
sostenendo corsi di formazione su materie bancarie, help desk
e attività di carattere tecnologico.
Ogni settimana i supervisori incontrano i team leader, che a loro
volta si riuniscono ogni giorno per circa 15 minuti. I team leader
si confrontano con gli operatori per motivi di servizio ogni volta
che si presenti una necessità.
Per questo tipo di attività non basta la corrispondenza
via e-mail, ma deve essere stilato un verbale di ciascuna riunione.
Il team leader deve parlare ed esporre i problemi, insegnando
al suo gruppo a relazionarsi, affinché l’operatore
diventi propositivo e riporti le necessità del cliente.
Solo dopo quattro anni di attività all’interno del
call center agli addetti è proposto il trasferimento all’interno
delle filiali bancarie sul territorio.
-
Giovanni Orestano – Risorse Umane Vodafone
Vodafone in Italia ha circa 19,5 milioni di clienti, con una copertura
sul territorio pari al 100%, un roaming internazionale su 187
paesi ed i ricavi nel 2002 sono stati pari a 6.802.000 euro, con
un incremento del 13% sull'anno precedente.
La struttura consiste in una direzione generale a Milano, 8 call
center con un numero di dipendenti pari a 10.132 al 31 maggio
2003; circa la metà dei dipendenti è impiegata nei
call center e l’età media è di 28 anni.
L’operatore (REP) nella sua attività deve essere
un professionista, deve saper gestire il cliente, comprenderne
i bisogni per poter erogare il servizio e verificarne la soddisfazione.
I nuovi servizi che impiegano le tecnologie Gprs e Umts necessitano
di un supporto informativo maggiore.
La motivazione dell’operatore è un fatto professionale;
il REP è la figura professionale chiave per implementare
il modello CRM.
Il team leader deve indirizzare le risorse e comunicare con esse.
Vengono sviluppate competenze di orientamento al cliente, competenze
di erogazione del servizio e competenze di gestione.
La valutazione viene fatta in relazione a tre fasi: sviluppo,
consolidamento e maturità.
Il team leader è valutato in base alla potenziale competenza
prestazionale e alla capacità di conoscenza; deve avere
la passione del cliente e la passione dei risultati.
Per la formazione del REP vengono dedicate 6gg uomo/anno, nel
caso in cui si consideri una modalità di apprendimento
autonomo, con parziale assistenza.
La formazione ha la durata 15 gg uomo/anno se riguarda un’area
specialistica. Per questa formazione a ruolo si utilizzano differenti
sistemi - in aula e sul campo - ed è stata verificata l’efficacia
di quest’ultimo.
Si impiega una job rotation, in quanto le persone migliori devono
stare in cuffia, perché il Crm deve essere in grado di
gestire ogni problema.
Inoltre si impiega uno spostamento di tipo verticale ed orizzontale,
ossia di attività, di livello e di competenze.
-
Barbara De Giusto – ADECCO – Metodologia di selezione.
Sono 14 le filiali dedicate alla selezione sul territorio
nazionale ed esse forniscono quasi il 70% degli operatori dei call
center.
L’operatore deve avere attitudine alla comunicazione, alla
vendita, al lavoro per obiettivi. Inoltre può essere richiesta
una preparazione tecnica per help desk e tollerabilità allo
stress.
Il team leader, deve gestire il proprio team e supportare le attività.
Adecco può fare reclutamento, selezione del personale, valutazione
e formazione.
Nella fase introduttiva si effettua uno screening dei curricula,
si ha un contatto telefonico e si compila una scheda formativa.
Attraverso lo screeening si ottiene una informazione di base, dal
contatto telefonico si rilevano le doti di comunicazione e dalla
compilazione della scheda informativa si apprende quali sono le
capacità di compilazione in un tempo limitato.
Poi si passa alla fase di gruppo, dove il candidato effettua un’auto-presentazione
e si simulano le telefonate.
La fase successiva è un test attitudinale e, alla fine, vi
è un colloquio individuale.
Nella dinamica di gruppo si rilevano le capacità manageriali
(capacità di confronto, programmazione attività organizzativa,
coordinamento e delega), le capacità intellettuali (la definizione
in maniera corretta dei problemi, la flessibilità di atteggiamento
e di comunicazione, cooperazione e motivazione).
Nella simulazione di gruppo viene proposto un test, per cui ogni
persona deve impiegare non oltre 5 minuti per rilevare uno specificol
problema e 40 minuti per confrontarsi con il gruppo e saperlo risolvere
nel migliore dei modi.
La simulazione telefonica individua la capacità professionale
a relazionarsi anche in fase di stress, di problem solving, la prontezza
di iniziativa ed energia di realizzazione.
Viene utilizzato un software Xpert il cui test è diviso in
tre step: "can do", "will do" e "will fit".
"Can do" valuta la capacità e l’abilità
di inserire dati e velocità nello scrivere.
"Will do" valuta la motivazione del candidato per quanto
riguarda la missione che gli viene affidata, la tolleranza allo
stress e la motivazione/energia ai contatti.
Infine "Will fit" valuta la compatibilità della
persona nel contesto in cui viene inserita, con la compilazione
di un report di compatibilità e incompatibilità.
Alla fine viene effettuato un testmaker, ovvero una elaborazione
automatica dei risultati.
Il test attitudinale viene somministrato attraverso 60 domande composto
da risposte multiple in un tempo di 40 minuti, in cui viene verificata
l’attitudine verbale, il senso logico, la capacità
di apprendimento ed il livello di apprendimento.
Segue un test spaziale, orientato al comportamento, alle capacità
mnestiche, all’osservazione, al problem solving e maturazione.
Infine vi è un test sulla capacità numerica, ossia
di ragionamento logico e di soluzione dei problemi.
Adecco ha fornito 4.000 operatori di call center nel 2002 e 650
in più nei primi mesi del 2003. Gli operatori sono così
ripartiti il 58% nel centro-sud, di cui il 30% in Sicilia, il 16%
in Lombardia, il 10% nel Triveneto, il restante nelle regioni del
centro-nord.