Assemblea
Annuale AssoCallCenter
L'assemblea annuale (28 marzo 2003) di Assocallcenter (Associazione
Nazionale Call Center Outsourcing) è stata un'occasione
di consuntivo del primo anno di vita di tale organismo, che fa
parte di Confcommercio.
La relazione introduttiva del Presidente Ambrogio Pozzi
(foto a destra), ha riassunto gli obiettivi primari
di AssoCallCenter, in particolare per quanto riguarda la definizione
di un contratto di lavoro specifico per il settore.
"Ci siamo battuti in tutti
questi mesi per questo obiettivo ed abbiamo almeno in quattro
occasioni incontrato il sindacato, dovendo purtroppo registrare
alcuni stop sul fronte degli atipici e trovandoci in una strana
situazione, in cui siamo noi imprenditori a proporre un contratto,
piuttosto che i lavoratori a richiederlo".
Tra la documentazione fornita vi è il testo della proposta
di legge n. 3408 "Disciplina del rapporto di
lavoro a progetto", presentata alla Camera
dei Deputati dall'On. Moroni il 20 novembre 2002.
Ambrogio
Pozzi ha poi illustrato e commentato i dati di una prima ricerca
effettuata sugli associati (nella
foto a sinistra il direttore Giampaolo Gualla e il segretario
Vincenzo Magri)
Intanto nel corso dell'ultimo anno si è
registrato un aumento dell'incidenza delle attività
di tipo outbound, rispetto a quelle di inbound.
Inoltre è cresciuta la presenza di associati con classi
di fatturato significative: un anno fa gli outsourcer
con fatturato compreso tra 2.500 e 10.000 milioni di euro incidevano
per il 20%, mentre oggi le aziende con questo giro di affari rappresentano
il 40% degli associati.
In relazione al contratto di lavoro,
la maggioranza (52%) dei collaboratori è inquadrata con
un contratto commercio.
Nella maggioranza dei casi (59%) le aziende di AssoCallCenter
impiegano contratti di tipo "atipici" e, secondo
Ambrogio Pozzi, è il caso di chiedersi: "come
si fa a garantire la qualità del servizio con un lavoratore
atipico?".
Sul versante dei fonitori, sono emerse situazioni molto
variegate.
Nel caso degli operatori di telecomunicazioni,
solo nel 38% dei casi i fornitore è Telecom Italia, nel
20% è Albacom e nel 22% è Infostrada-Wind.
Per quanto concerne i sistemi tecnologici impiegati,
la situazione è la seguente:
- solo Acd nel 9% dei casi,
- Acd e Ivr nel 23%,
- Acd, Ivr e Crm nel 36%,
- Acd, Ivr, Crm e Cms nel 32%.
Questi outsourcer risultano pertanto dotati delle tecnologie adatte
allo svolgimento dei loro servii professionali.
L'Acd più diffuso si conferma Avaya (42%
dei casi), seguito da Nortel (16%) e da Alcatel (11%).
Tra gli applicativi software Phones di IFM è il
più diffuso (25% dei casi), nel 10% dei casi è
presente Genesys, mentre in un altro 25% delle aziende sono installati
sistemi proprietari e nel restante 40% vi sono software di diversi
produttori.
Circa i servizi svolti da questi outsourcer, essi sono i più
vari, con un orario che nel 67% delle aziende si estende dalle
9 alle 22 e nel restante 33% delle aziende è di h24.
Per finire, il Presidente di AssoCallCenter ha concluso
il suo intervento dichiarando che "serve
un contratto per l'outsourcing, visto che oggi è normato
solo il contratto di appalto".
All'Assemblea sono anche intervenuti, con specifiche
presentazioni, anche i Partner di AssoCallCenter (vedere
foto):