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Call Centres Italy 1999 
La
manifestazione, che si è tenuta a Milano dall'8 al 10 giugno,
ha ospitato
le relazioni di alcune società del Club, tra cui:
Viking
Office Products -
Tiziana Procopio
Amì
- Aldo
Brambilla
Targa Services
- Edoardo
Coletti
Telecontatto
- Alberto
Zunino
Integrazione
tra Voce e Web. V-Commerce
significa integrare le tecnologie di Speech Recognition con Internet
per effettuare transazioni con la voce, in automatico e integrato
con i sistemi di E-Commerce.
Grazie
agli importanti sviluppi nel campo del riconoscimento vocale, con
tecnologie di Continuous Speech e Semantic Knowledge, che
permettono di riconoscere non soltanto le parole chiave ma l'intera
frase pronunciata (interpretazione di oltre il 90% delle parole),
è ora possibile disporre di veri e propri agenti virtuali,
in grado di sostituirsi nelle operazioni più standard e ripetitive.
E' così
possibile mantenere le economie del commercio elettronico evitando
i limiti di accessibilità.
Gli esempi giungono dagli Usa: UPS risparmia in media $2,5 per
ogni telefonata, mentre Charles Schwab ha sviluppato i brocker automatici.
La V-Commerce Alliance si propone di sviluppare e promuovere tali
soluzioni; questa alleanza raccoglie società di sw, hw e
tlc: ad esempio SAP, Dialogic e Motorola. Sul sito www.v-commerce.com
- gestito da Nuance - uno dei protagonisti del riconoscimento vocale
(la versione italiana dovrebbe essere pronta per l'estate 1999),
vengono proposte molte informazioni e anche una dimostrazione (chiamando
un numero negli Usa).
Viking
Office Products -
Tiziana Procopio
Una
delle chiavi del successo di Viking è il Fanatical Customer
Service: una filosofia non solo del call center ma dell’intera
azienda, che mira ad offrire comprensione al cliente, ricercando
sempre una risposta nella massima onestà, anche nelle situazioni
più critiche.
L’obiettivo è di conservare il cliente,
anche il più piccolo, facendo più di quanto ci si aspetti.
Per questo gli operatori devono sentire la chiamata come propria,
porsi dalla parte del cliente e, grazie ad un’ampia autonomia e
delega, essere in grado di soddisfare il cliente senza ricorrere
a procedure di esclation della chiamata.
Il Fanatical Customer Service non si basa
quindi su un’alta codifica delle procedure ma, al contrario, pone
l’accento sugli operatori: dalla selezione, basata non
su conoscenze specifiche ma sull’onestà e sulla capacità di prendersi
cura delle persone, agli aspetti organizzativi di motivazione ed
empowerment della mansione.
Amì
- Aldo
Brambilla
Nata col
finanziamento di Kiwi, il primo fondo di venture capital
in Italia, Amì si propone di organizzare una rete
di società specializzate, in grado di produrre, insieme,
un'offerta completa nell'area del Call Center: servizi,
tecnologie, system integration e servizi di outsourcing, con un
focus particolare nell'area del CRM.
Amì, la holding del gruppo, ha già acquisito il controllo
di CallNet (100%) e di Telecontatto (51%).
Amì Nord-Est, invece, partirà come outsourcer per
un nuovo operatore di tlc locale, Adriacom, anch'essa nata d per
poi espandersi in tutta l'area.
Gli obiettivi di Amì sono ambiziosi: quotazione in Borsa
nel 2001 e per il 2003 la conquista del 20% del mercato dell'outsourcing
ed un volume d'affari complessivo di 100 miliardi.
Targa Services
- Edoardo
Coletti
Allineare
con successo le posizioni dei clienti con le attività e aggiungere
valore al marchio: questo il tema dell'intervento della società
del gruppo Fiat.
Questo call center, nato nel Settembre 1997, si pone come unica
interfaccia tra Fiat e i suoi clienti e concessionari,
coprendo da solo tutta l'area europea,
oltre che il Brasile e fornendo, su un unico numero,
servizi di assistenza, informazione, customer service, dealer support
e telemarketing, in
dieci diverse lingue. Le postazioni sono 350 a
cui si aggiungono, però, le oltre 800 postazioni, una per
ogni concessionario, perfettamente integrate col call center. Inotre
vi sono 100 ulteriori postazioni di secondo livello.
Il focus del sistema è sulla "Customer Integration",
cioè nella integrazione dei database
aziendali e nella registrazione di tutti i contatti, per poter conoscere
bene ogni cliente e, quindi, per poter offrire una comunicazione
realmente interattiva, di tipo attivo e passivo,
tra l'azienda e i suoi utenti.
Le strategie seguite nel progetto Call Center,
che per il 1999 gestirà circa 3,5 milioni di contatti, hanno
visto l'assegnazione in outsourcing di tutti gli aspetti
tecnologici e di gestione.
Telecontatto
- Alberto
Zunino
Regole
ed accordi trasparenti per garantire un adeguato livello di servizio.
Su questo argomento Alberto Zunino - che fa parte del "gruppo
servizi" del Club CMMC, che ha steso la prima guida ai Service Level
Agreement (SLA) per le attività inbound - ha evidenziato i passi
indispensabili da percorrere, a partire dalla definizione strutturata
delle attività e l’esplicitazione degli obiettivi.
In tal modo il Committente si impegna ad esplicitare obiettivi,
piano di comunicazione, script e aspetti formativi per il personale.
Ma tutto ciò non basta, occorre far emergere altre aree critiche:
il livello di servizio, la garanzia di continuità del servizio,
il livello di sicurezza dei dati.
"Non illudiamoci - afferma Zunino - che l’aver chiarito le regole
deresponsabilizzi il call center, sicuramente ci aiuta a concentrare
i nostri sforzi e chiarire che cosa si può pretendere da noi".
Con i SLA le nostre responsabilità sono
chiare e incontrovertibili, non si può giocare sulle ambiguità e
sull’indeterminatezza degli obiettivi.
La costruzione di un guida SLA contribuisce a migliorare i rapporti
fra Call Center e resto dell’azienda, a far emergere le professionalità
e a far lavorare l’azienda nel senso del miglior utilizo possibile
di uno strumento importante e potente come il call center.

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