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ITINERARI CMMC 2026 - tappa Milano - BIP
Le competenze oltre l’AI: come evolve il
Customer Service

L'incontro
(riservato ad invito) si è svolto regolarmente.
presso BIP Torre Liberty - Galleria De Cristoforis
n.1 Milano.
- giovedì 25 giugno 2026
Premesse
L’Intelligenza Artificiale si
è diffusa trasversalmente nelle funzioni aziendali, ridefinendo
modi di lavorare, decisioni e aspettative.
Nelle Customer Operations questi cambiamenti stanno accelerando
più che altrove.
Ma cosa c’è oltre l’AI, come possono evolversi
le competenze di operatori e management con l’ausilio delle
nuove tecnologie?
Un confronto tra professionisti per esplorare e individuare risposte
a queste e altre domande.
Un’occasione per condividere esperienze e costruire insieme
la prossima frontiera del Customer Service.

Apertura incontro
- Mario Massone, Club CMMC
- Condivisione risultati
ricerca...leggere
Presentazione BIP
- Roberto Perduca e Nicola Cois, BIP
Presentazioni e testimonianze sui
temi dell'incontro
• Reskilling degli operatori
Identificazione delle nuove competenze necessarie per operare
in un contesto ibrido uomo–AI, mappatura delle skill attuali
degli operatori, necessità di percorsi di reskilling e upskilling
a seguito dell’introduzione dell’AI.

• Nuove competenze e impatti organizzativi
Definizione di nuovi ruoli comporta possibili riorganizzazioni
interne, gestione di situazioni di esubero qualora alcuni ruoli
non risultino più necessari.
• Competenze
di business per supportare l’AI
Utilizzo della knowledge base aziendale, dati e informazioni
accurati, strutturati e affidabili, l’importanza della formazione
e della ‘catena informativa’ dal business agli operatori
finali.

Tavoli di lavoro e condivisione dei risultati.
Il testo sotto riportato è stato
prodotto da Rebecca Ferrara, Consultant
BIP e appartenente al gruppo Alumni CMMC (leggere
anche su LinkedIn).
Tavolo 1: Skills, nuove competenze tra AI e human touch
Il gruppo dedicato alle competenze ha evidenziato come l’AI
non sostituirà il lavoro umano, ma ne trasformerà profondamente
natura e contenuti. Il focus si è quindi spostato su quali
competenze sviluppare e come valorizzarle.
Tra i principali output emerge innanzitutto la necessità di
una mappatura continua delle competenze (skill mapping), utile per
valutare le capacità esistenti, indirizzare percorsi di crescita
e miglioramento mirati. Questo approccio consente di accompagnare
l’evoluzione del ruolo degli operatori, sempre più orientato
alla gestione di interazioni complesse e meno standardizzate.
Accanto alle competenze tecniche legate all’AI (AI literacy,
gestione e orchestrazione dei sistemi, conoscenza delle logiche di
funzionamento), il gruppo ha sottolineato con forza il valore crescente
delle soft skill, tra cui: empatia (anche in digitale), capacità
di ascolto, intelligenza emotiva, sintesi e interpretazione delle
richieste del cliente e del contesto.
Un elemento particolarmente interessante è il tema del tocco
umano come valore differenziante, non solo nei servizi premium. In
un contesto in cui l’AI gestisce le richieste più semplici,
l’intervento umano si sposta verso momenti ad alto valore, dove
relazione, esperienza e comprensione del contesto diventano decisive.
Un altro asset rilevante riguarda il continuous learning: le competenze
non possono più essere statiche, ma devono evolvere costantemente
attraverso modelli di up-skilling e pre-skilling. In questo senso,
il training non è più un’attività una tantum
ma un processo continuo, abilitato, e talvolta anche facilitato, dall’AI.
Infine, è emersa l’importanza di sistemi di monitoraggio
e rewarding delle performance, che tengano conto non solo delle hard
skill, ma anche della qualità dell’interazione e della
capacità di generare valore per il cliente; consentendo di
premiare i team e i collaboratori di valore attraverso i sistemi che
si reputano più incentivanti: provvigioni, momenti di celebration
e condivisione, ferie aggiuntive.
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Tavolo 2: Organization, evoluzione dei modelli e gestione del cambiamento
Il tavolo “Organization” ha evidenziato come
l’introduzione dell’AI impatti in modo significativo sui
modelli organizzativi, richiedendo un ripensamento complessivo di
ruoli, processi e governance.
Uno dei driver principali è l’introduzione del paradigma
“human in the loop”, in cui sistemi AI e operatori lavorano
in sinergia. Questo implica la necessità di definire nuovi
ruoli (es. governance AI, quality assurance), ridefinire responsabilità
e livelli di controllo e gestire correttamente l’escalation
tra macchina e umano.
Un tema centrale emerso è quello del change management; poiché
la resistenza al cambiamento, alimentata da timori legati alla perdita
del lavoro o del ruolo, rappresenta oggi uno dei principali ostacoli
all’adozione dell’AI, le aziende devono investire in percorsi
strutturati di formazione e ingaggio, comunicazione trasparente sugli
obiettivi, iniziative di job enlargement e crescita professionale.
In parallelo, è stato evidenziato come l’AI offra l’opportunità
di riscoprire le aree di valore, spostando il focus da attività
operative a basso valore verso attività più strategiche.
Questo si traduce nella nascita di nuovi ruoli e nella valorizzazione
delle competenze più evolute.
Dal punto di vista operativo, emerge la necessità di mappare
i processi per individuare opportunità di automazione, identificare
i punti critici (rischi, bias, errori) e garantire un equilibrio tra
efficienza e qualità del servizio.
Infine, un elemento trasversale è il superamento dei silos
organizzativi: la collaborazione tra funzioni diventa essenziale per
governare ecosistemi sempre più complessi e integrati.
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Tavolo 3: Education, nuovi modelli formativi facilitati e innovati
dall’AI
Il gruppo “Education” ha lavorato su come trasformare
i modelli formativi per renderli coerenti con un contesto sempre più
dinamico e digitale.
Un primo insight riguarda l’evoluzione degli strumenti: le piattaforme
formative devono essere in continua evoluzione, capaci di adattarsi
rapidamente ai cambiamenti di mercato e ai bisogni delle aziende.
L’AI si configura come un abilitatore chiave, in grado di offrire:
contenuti più omogenei e scalabili, accesso rapido alle informazioni
e feedback immediati sull’apprendimento.
Tuttavia, è stato sottolineato come il fattore umano resti
sempre fondamentale. L’engagement, la relazione e il networking
non possono essere completamente sostituiti da modelli digitali: il
training del futuro sarà quindi ibrido, sfruttando strumenti
AI senza mai escludere momenti di interazione reale.
Un altro tema rilevante riguarda la personalizzazione della formazione.
Non basta segmentare per canale o ruolo: è necessario adattare
contenuti e modalità in base al profilo del fruitore, alle
sue abitudini e ai contesti di utilizzo (es. mobile learning, microlearning,
gamification).
Dal punto di vista dei contenuti, il training dovrà coprire
competenze di prodotto, soft skill e casi reali provenienti dal campo
(esperienza dei partner, feedback clienti).
Interessante anche il tema della simulazione: grazie all’AI
è possibile ricreare scenari realistici, permettendo agli operatori
di esercitarsi in modo efficace e veloce su casistiche complesse.
Infine, è stata evidenziata l’importanza della misurazione,
attraverso KPI chiave quali accessi alle piattaforme, livello di engagement
e feedback qualitativi.
In questo scenario emerge anche un nuovo ruolo interno: figure dedicate
alla gestione dei contenuti formativi, responsabili della creazione,
manutenzione e valutazione dell’efficacia dei percorsi messi
a punto, in modo da intervenire modificando e aggiornando i percorsi
meno performativi.
Concludendo, gli output dei gruppi di lavoro confermano un messaggio
chiaro: l’AI rappresenta un potente abilitatore, ma il vero
fattore distintivo resta il capitale umano.
Le aziende che riusciranno a integrare al meglio tecnologia e competenze,
superando resistenze culturali e ripensando modelli organizzativi
e formativi, potranno trasformare il Customer Service in una funzione
sempre più strategica.
Non più solo gestione delle richieste, ma progettazione di
esperienze, generazione di valore e creazione di relazioni di qualità.
In questo contesto, le competenze, ancor più della tecnologia,
diventano il vero driver di evoluzione.
La
ricerca di CMMC
Per
consultare il rapporto
“Le
competenze oltre l’AI: come evolve il Customer Service"
Il Club CMMC propone questa particolare ricerca sulle nuove
competenze professionali e di business e sugli impatti organizzativi
legati all’adozione di soluzioni AI e GenAI in ambito
Customer Management.
Grazie per la collaborazione (sondaggio su Slido
e inviti via e-mail).
I
risultati saranno presentati e commentati durante l'incontro.
Il
questionario è così composto:
Domanda 1). Competenze di business a supporto
dell’AI
Quanto
ritieni che la qualità dei processi di Customer Service,
la struttura dei dati e la condivisione della conoscenza aziendale
influenzino il successo delle iniziative di Intelligenza Artificiale
nella gestione della Customer Experience?
Domanda
2). Nuove competenze e impatti organizzativi
Nel
contesto dell’introduzione di nuove competenze legate
a AI, automazione e gestione avanzata dei dati, quanto ritieni
probabile che la tua organizzazione debba affrontare cambiamenti
significativi nella struttura dei ruoli del Customer Service?
Domanda
3). Reskilling degli operatori del Customer Service
Alla
luce dell’introduzione di soluzioni di Intelligenza
Artificiale nei processi di assistenza clienti, quanto ritieni
prioritario disporre di programmi strutturati di reskilling
per gli operatori del contact center e del customer service?
Domanda
4 aperta).
Si è detto di alcuni effetti dell’introduzione
dell’Intelligenza Artificiale nel Customer Management.
Ora, sarebbe utile che tu riportassi un esempio concreto di
competenze sviluppate (o da sviluppare) o di cambiamento organizzativo
realizzato (o da realizzare).
Per
consultare il rapporto
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Per ulteriori informazioni
contattare la Segreteria del Club CMMC: info@club-cmmc.it
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